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LUGLIO, ORE 21.00, TEATRINO INFORMAGIOVANI, LODI
LE CRI DU COEUR di Idrissa Ouedraogo
Il
piccolo Moctar, costretto a lasciare la sua casa e gli amici più
cari per raggiungere il padre emigrato in Francia, non riesce ad
adattarsi alla nuova vita. Le sue inquietudini e le sue angosce
si materializzano in una iena che lo insegue, perseguitandolo ovunque
lui vada. Non è pazzia; solo Paulo però lo capisce
e lo aiuta a sconfiggere le sue paure affrontando la iena.
Realizzato nel 1994 in Burkina Faso da Idrissa
Ouedraogo, regista africano molto conosciuto, nato nel
1954 in Burkina Faso, che si diploma in cinema a Parigi. Appartiene
alla nuova generazione di cineasti di formazione europea, determinati
a guardare l'Africa con sentimenti e forza espressiva pienamente
africani. Il suo modo di narrare è fortemente meditativo,
volto a proiettare sullo schermo le modulazioni espressive contemplative
del modo di raccontare a voce tradizionale: ritmi rallentati, volti
e paesaggi che si visualizzano con immagini essenziali, inserite
in inquadrature di un rigore compositivo semplice e incisivo. Si
mette in luce come uno dei più interessanti autori del cinema
africano, finalmente svincolato dai condizionamenti del colonialismo.
Tutto il suo cinema affronta infatti il contrasto fra tradizione
tribale e modernità, come dimostrano Yàaba
(1989), suo primo film distribuito in Europa e premio Fipresci a
Cannes nel 1989. Altri suoi film sono: Afrique, mon Afrique
(1994), che affronta il dramma dell'AIDS, Le cri du coeur
(1996) sul problema dell'immigrazione, presentato a Venezia nel
1994 e Kiny et Adams (1997). Nel 2001 ha partecipato a 11'09''01
per il primo anniversario dell'attentato alle Twin Towers di New
York.
LA PETITE VENDEUSE DE SOLEIL di Djibril Diop Mambéty
Sisi,
una ragazza disabile vive d'elemosina sui marciapiedi di Dakar.
All'ennesima violenza subita dai piccoli strilloni che vendono i
quotidiani, Sisi decide di divenire anche lei venditrice. Nonostante
le stampelle e grazie all'aiuto di un amico, la piccola ce la fa
e inizia per lei una nuova vita.
Mambéty nasce
nel 1945 in Senegal e nelle sue opere cinematografiche sottolinea
l’incontro fra la tradizione narrativa occidentale e quella
orale tipica dell'Africa. I suoi film sono caratterizzati dall'impiego
di attori non protagonisti, dall'uso di un simbolismo penetrante
e di metafore pungenti. Il film presentato, girato nel 1999 in Senegal,
è realizzato in lingua wolof. I film sono sottotitolati in
italiano.
Ingresso libero.
Il film sono sottotitolati in italiano.
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