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Amen
2002
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Kurt e Riccardo
sono due uomini apparentemente molto diversi. Il primo è
un ufficiale delle SS, chimico di professione, fiducioso nella Germania,
padre e marito amorevole. Il secondo è un giovane prete in
missione a Berlino presso il Nunzio del Vaticano, rampollo di una
nobile famiglia molto vicina al Papa, gesuita, proiettato verso
una sicura carriera di prelato. I due sembrano non avere niente
in comune eppure la sorte li unisce in un vano tentativo di far
luce sulle barbarie commesse dai nazisti. Kurt raccoglie prove e
informazioni dettagliate sui campi di sterminio, lavorando direttamente
alla produzione del terribile Zyklon B, gas letale che egli stesso
aveva messo a punto con scopi igienici. Riccardo, rientrato a Roma,
tenta in ogni modo di raccontare al mondo cattolico e a Papa Pio
XII la verità, i massacri, l'immane eccidio di ebrei, zingari,
disabili ed omosessuali. Mentre la macchina di morte ideata dal
regime nazista annienta nei suoi ingranaggi un popolo intero, il
mondo tace e la coscienza internazionale nega di aver visto e di
sapere. Kurt e Riccardo lottano dall'interno, dapprima fiduciosi
che la Chiesa non possa ignorare, infine consapevoli che il silenzio
ha prevalso su tutto.
Dal testo teatrale "Il Vicario" di Rolf Hochhuth, che
già quaranta anni fa suscitò polemiche e fece scalpore,
Costa-Gavras realizza questo splendido film, documento acuto e tagliente
di una dolorosa pagina storica mondiale e del vergognoso silenzio
da parte della comunità internazionale.
Senza mai scivolare su facili patetismi melò Gavras racconta
di due uomini soli davanti all'enormità dell'odio e dell'omicidio,
e davanti al silenzio dei potenti tutti. Riccardo Fontana porta
con la sua immagine il simbolo di tanti preti che sacrificarono
la propria vita per il bene altrui e tentarono l'intentabile, assistendo
prima e seguendo poi nella morte molti ebrei. Riccardo, che ha il
volto ingenuo e commosso di un bravo Mathieu Kassovitz, è
un giovane puro che non teme di scavalcare le gerarchie ecclesiastiche
per arrivare al cuore del Papa, che egli crede rappresentare i valori
religiosi e morali di una Chiesa che ha barattato la spiritualità
con il potere e con l'agio.
Ulrich Tukur è invece lo straordinario interprete di Kurt
Gerstein, persona reale, i cui scritti contribuirono a far luce
sul massacro degli ebrei. Gerstein è una figura splendida,
forte e granitico fino alla disperazione, senza mai un momento di
dubbio fino alla triste fine. Per Gerstein si deve parlare, raccontare
a tutti la verità, perché quando il mondo saprà
sarà inorridito di ciò che una mente umana non può
neanche immaginare. Lo spettatore segue dolorosamente la sua progressiva
scoperta del silenzio che copre ignobile il massacro. L'inutile
corsa contro il tempo è scandita dal passare ossessivo dei
convogli che solcano l'Europa, i treni merci attraverso i quali
prima si intravede l'orizzonte e poi si intuisce soltanto il contenuto
al di là dei portelli sigillati. Gavras decide di rappresentare
l'orrore senza mai mostrare direttamente, suggerendo le atrocità
che senza immagine si fanno più forti e strazianti. Basti
solo lo stridore fastidioso della scena del pranzo sulla terrazza
panoramica, durante il quale Riccardo racconta gli atroci particolari
delle camere a gas, mentre prelati e anziane nobildonne si leccano
le dite per il succulento banchetto.
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Regia:
Costa-Gavras
Sceneggiatura: Costa-Gavras, Jean Claude Grumberg
Fotografia: Patrick Blossier
Scenografia: Ari Hantke, Maria Miu
Musica: Armande Amar
Montaggio: Yannick Kergoat
Prodotto da: Claude Berri, Katharina, Renn Productions, TF1 con Medien
e Canal +
(Francia, 2002)
Durata: 130'
Distribuzione cinematografica: Mikado
PERSONAGGI E INTERPRETI
Ulrich Tukur, Mathieu Kassowitz, Ulrich Muhe, Michel Duchaussoy, Ion
Caramitru, Marcel Iures, Friederich von Thun, Antje Scimdt
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