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Belli
e dannati
(My
own private Idaho) Usa 1991 - 105'-
Gus Van Sant.
con River Phoenix, Keanu Reeves, William Richert, James Russo, Chiara
Caselli, Udo Kier
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Amori
e disavventure di due ragazzi di vita: Phoenix è un narcolettico
in vana ricerca della madre, condannato alla solitudine; Reeves
è un ribelle di buona famiglia, che alla fine ritorna nella
normalità per amore di una ragazza italiana (Caselli). Road
movie visivamente molto interessante, ma con la tendenza a sbandare
e a voler dire troppo, anche se Gus Van Sant è singolarmente
pudico nell'affrontare il tema della prostituzione maschile e dell'amore
omosessuale. Citazioni dall'Enrico IV di Shakespeare, con un pittoresco
ladro (Richert) nella parte del "cattivo maestro" Falstaff,
e Reeves in quella del "figlioccio" che lo ignora una
volta tornato nell'alta società. Il titolo è preso
in prestito da una canzone dei B52's.Mike
Waters, un giovane quasi sempre in preda a convulsioni da astinenza,
a causa del continuo abuso di droga, vaga lungo le strade di Portland,
nell'Oregon, alla ricerca di una madre forse esistita, di cui sono
pieni i suoi sogni e le sue allucinazioni. Gli unici a soccorrerlo
e a dimostrargli a modo loro una qualche solidarietà sono
altri drogati e sbandati che Mike va incontrando nei suoi precari
rifugi. Fra loro Scott Favor, un ragazzo proveniente da una famiglia-bene,
il cui padre, sindaco della città, sta cercando affannosamente
tramite le forze dell'ordine, ma che, al primo tentativo di rientro,
non sa far altro che ricoprirlo di rimbrotti e ingiurie. Il ragazzo
torna quindi alla strada e alla scuola di teppismo e depravazione
di cui la strada è l'habitat privilegiato, diventando amico
di Mike. Ma quando, sulle tracce del vaghi ricordi di Mike, pervengono
a un cascinale in degrado, nel quale l'ipotetica madre avrebbe ultimamente
prestato servizio, vi incontrano l'avvenente Carmela. Scott se ne
innamora e parte con lei senza una parola per Mike, che continua
da solo il suo vagabondaggio, procurandosi di che sopravvivere e
continuare a drogarsi mediante squallide prestazioni con omosessuali.
Rientrato negli Stati Uniti, Scott trova che il padre è morto.
Ritorna quindi nella casa paterna per reclamare la propria eredità,
voltando le spalle agli amici della sua precedente avventura, per
ri-adeguarsi, con Carmela, al mondo bene dal quale era fuggito per
velleitaria protesta.
Il film ha un suo fascino spudorato e disumano, è veloce
e sporco, include una serie di riferimenti shakespeariani, che fanno
capo alle due parti di "Enrico IV" e, come prima intenzione,
al "Falstaff" di Orson Welles. Il film risulta borracciato
e disordinato nella struttura, a tratti pretestuoso e ripetitivo,
e ha anche il torto di cedere al dubbio gusto di alcuni accoppiamenti
fermati nell'estetismo delle immagini fisse. (Irene Bignardi, La
Repubblica).
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