"Ecco gli elmi dei vinti... e quando un colpo
ce li ha sbalzati dalla testa non fu allora la disfatta...
fu quando obbedimmo e li mettemmo in testa"
B. Brecht.




The boxer
1998
   

Belfast, Irlanda, oggi. Dopo avere scontato 14 anni di detenzione per avere preso parte ad un attentato organizzato dall'IRA Danny esce di galera. Adesso, dopo tutti questi anni passati in isolamento, vuole solo vivere in pace e dedicarsi alla boxe, lo sport che praticava da professionista prima di essere arrestato. Tornato nel suo quartiere natale Danny, con l'aiuto del suo allenatore, riapre la palestra che diventa ben presto un punto di aggregazione per tutti, senza distinzione politica o religiosa. Nel suo locale, infatti, cattolici e protestanti convivono serenamente mentre per le strade di Belfast il processo di pace conosce degli ostacoli soprattutto a causa dell'ala più estremista dell'IRA. Danny incontra di nuovo la sua ex fidanzata Maggie che non ha mai smesso di amare ma che nel frattempo si è sposata con il miglior amico del pugile e ha avuto un bambino. Suo marito ora è in carcere per motivi politici e la ragazza, pur essendo ancora innamorata di Danny, non può dichiarare i suoi sentimenti per non creare scandalo nel quartiere e soprattutto per non fare crollare il morale dei detenuti politici.
"The boxer", che segna il ritorno sul grande schermo del regista irlandese Jim Sheridan, già autore di "In nome del padre", anch'esso dedicato alla questione irlandese, è un'opera costruita su tre diversi livelli narrativi. Il primo è quello paradossalmente più marginale, incentrato sullo sport inteso come valore morale. Chi si aspettasse un film sullo stile di "Toro scatenato" e "Rocky" rimarrà deluso. "The boxer" infatti non è un film sul pugilato. Il secondo è rappresentato dalla storia d'amore tra i due protagonisti, vicenda questa narrata in maniera un
po' ovvia e con qualche lunghezza di troppo. Il terzo aspetto, infine, è quello politico. Qui il film convince pienamente. Supportato da un'intelligente sceneggiatura, firmata oltre che dallo stesso Sheridan anche da Terry George, "The boxer" tenta di fornire un'immagine globale della questione irlandese senza mai cadere nella retorica, fatta eccezione per il finale lievemente ottimistico. Ne esce fuori complessivamente un ritratto vivido e a tratti commovente grazie anche alle interpretazioni di un ottimo cast: su tutti Daniel Day-Lewis, letteralmente trasformato in autentico pugile, e la toccante Emily Watson che avevamo già apprezzato ne "Le onde del destino".

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Regia: Jim Sheridan
Sceneggiatura: Jim Sheridan, Terry George
Fotografia: Chris Menges
Scenografia: Fiona Daly, Richard Earl
Costumi: Joan Bergin
Musica: Gavin Friday, Maurice Seezer
Montaggio: Gerry Hambling
Consulente per la boxe: Barry McGuigan
Prodotto da: Jim Sheridan, Arthur Lappin
(IRLANDA, USA, 1998)
Durata: 114'
Distribuzione cinematografica: UIP

Interpreti: Daniel Day-Lewis, Emily Watson, Brian Cox, Ken Stott, Gerard McSorley, Eleanor Methven, Ciaran Fitzgerald, Kenneth Cranham.









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