|
Lunedì
mattina
2001
|
|
|
Lunedì
mattina. L'inizio del primo giorno della settimana evoca l'immagine
della bandiera a scacchi dello starter e suona come una scadenza
simile a un ultimatum. Le diete rigide, diceva Orson Welles, si
cominciano sempre il lunedì, mai un altro giorno. Il lunedì
mattina è il giorno simbolo del ritorno pieno agli impegni,
alle responsabilità, alla fatica, allo stress: l'ingresso
nella settimana lavorativa, con tutti gli obblighi, i doveri e i
divieti che questa comporta. Già, i divieti. Come quello
di fumare. Una proibizione che costringe il povero Vincent, operaio
in una fabbrica di prodotti chimici, nel primo girone di tanti altri
condizionamenti concentrici. Fino a quando, un bel giorno, Vincent
decide di valicare questi confini che gli stanno stretti e andare
a cercare altrove il vero senso della vita. Venezia è il
luogo incantato che con la sua magia riesce a proiettare Vincent
in un'altra dimensione e a fargli assimilare un altro spirito. Quello
che, al suo ritorno a casa, riuscirà a far respirare alle
persone che frequenta abitualmente. Proprio come era successo a
Licia Maglietta in Pane e tulipani di Silvio Soldini.
Come Licia Maglietta anche Vincent è alla ricerca di un'identità:
un'identità vera in un mondo che spia quella altrui ma trascura
la propria accontentandosi di immagini fasulle e posticce, come
la propria faccia ritratta all'ultimo momento su un quadro già
pronto per l'occasione.
C'è una certa continuità di segno fra Lunedì
mattina e Addio terraferma, il precedente film di Otar Iosseliani.
Ma se Addio terraferma terminava con la fuga in mare, con la zattera
che si allontana verso un sogno impossibile (immagine che Iosseliani
riprende in un quadro dipinto da Vincent), Lunedì mattina
si chiude con il ritorno a casa, perché, come suggerisce
lo stesso Iosseliani, "la speranza di trovare altrove la felicità
è una finzione". Sospesi fra una sottile ironia e un'atmosfera
surreale, i personaggi di Iosseliani (l'autore georgiano si mescola
a loro interpretando il nobile veneziano), si muovono in una struttura
circolare che ha i toni, i tempi, i ritmi di una partitura musicale.
Un'autentica lezione di scrittura. Giustamente apprezzata dalla
giuria del Festival di Berlino che ha assegnato al film l'Orso d'argento
per la regia.
archivio
dei film
programma
del Cineforum
home page
|
|