"Cosa direi ai sopravvissuti della Columbine High School? Non direi niente. Starei piuttosto ad ascoltare quello che hanno da dire loro, che è una cosa che nessuno ha ancora fatto".




La sicurezza degli oggetti
2001
   

L'incapacità di comunicare attraverso le parole, l'immobilità di fronte alla forza dei sentimenti, lascia agli oggetti, vero e proprio cult di una società occidentale alla deriva, il compito di riempire le vite, di sostituirsi alla persona che li possiede.
Film dalle grandi aspirazioni, dove le esistenze di quattro famiglie s'intrecciano costituendo la metafora di una società, quella statunitense, La Sicurezza Degli Oggetti (tratto dall'omonima raccolta di racconti di A. M. Holmes) è claustrofobico nella dimensione spaziale e psicologica, drammatico nell'esposizione di un sentire che tenta di farsi spazio all'interno di una ripetitiva griglia di comportamenti. Legati dalla tragica condizione di Paul, in coma - l'unico realmente impedito ad agire - e accudito dalla madre Esther (Glenn Close), i personaggi di questo complesso meccanismo di chiaro sapore altmaniano sembrano aver perduto la capacità di esplicitare i sentimenti e le esigenze, trovando nelle cose inermi gli interlocutori virtuali di un sentire privo della necessaria dimensione dialettica. E' la paura di aprirsi all'altro, di essere da questi giudicato, rifiutato, amato. Gli oggetti divengono così un palliativo sterile, forma senza contenuto, ergo, sostanza verso apparenza.
La messa sotto accusa di un sistema passa attraverso quel microcosmo che ne diviene necessariamente speculare, la famiglia, dove gli uomini appaiono egoisti e insicuri, le donne coltivano la propria insoddisfazione, i figli tentano una timida resistenza che però ha già in se la disfatta degli adulti.

Piani sequenza e montaggi alternati, primi piani a cercare nei volti quei segni che i personaggi non lasciano trapelare, ampio uso dello zoom, questo il ventaglio di soluzioni tecniche usato dalla Troche per unire le storie e al contempo per mostrare l'interno di queste case dove le persone sono infelici e distanti tra loro, un interminabile labirinto dove ognuno ha perso se stesso e gli altri. Perfino Paul - inanimato tra oggetti che mai hanno avuto vita propria - manca di costituire un punto di riferimento che unifichi, che ponga una riflessione su se stessi; seppure il ragazzo - in coma a causa di un altro oggetto, l'auto, il più mitizzato di tutti - viva biologicamente in morte, il "coma sociale" di coloro che lo circondano li allontana dalla vita più di quanto lo faccia la condizione di Paul.
Pur essendoci momenti in cui il film procede un po' in affanno, nonostante uno stile non propriamente originale - il riferimento ad Altman non è solo un modo di dire -, La Sicurezza Degli Oggetti costituisce per Rose Troche (rivelatasi in Go Fish, 1994) una fase importante della sua maturità, dimostrando la capacità, non indifferente, di gestire il gran numero di attori tipico di un film corale.

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Anno: 2001
Nazione: Usa/UK
Durata: 120 min
Regia: Rose Troche
Cast: Glenn Close, Dermot Mulroney, Patricia Clarkson, Joshua Jackson





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