"Ecco gli elmi dei vinti... e quando un colpo
ce li ha sbalzati dalla testa non fu allora la disfatta...
fu quando obbedimmo e li mettemmo in testa"
B. Brecht.



La stazione
1990
 

Domenico è il capostazione di una piccola stazione del Sud ed è addetto al turno di notte. sotto il suo aspetto dimesso e poco brillante, si nascondono singolari passioni: un amore per la lingua tedesca,, una predilezione per la statistica. Domenico cronometra ogni fenomeno della vita quotidiana: quanto ci mette la macchinetta a fare il caffè, in quanto tempo si consuma un pezzo di legno nella stufa, la regolarità con la quale cade il pesante piano ribaltabile di un mobile rotto del suo ufficio.
Ma la notte che Domenico si accinge a passare non sarà come le altre.
In una grande villa nei pressi della stazione è in corso una festa; un mondo distante anni luce da quello di Domenico che per una volta si incrocerà col suo.
Una ragazza bionda in abito da sera irrompe nell'ufficio della stazione. E' bella, è spaventata e vuole lasciare al più presto il luogo.
Ma il primo treno è alle sei del mattino. Non resta che aspettare. Arriva Danilo, il suo fidanzato arrogante ed arrivista. Vuole riportarla alla festa. Flavia si rifiuta di seguirlo per sottrarsi al losco affare da lui escogitato e Danilo infuriato torna alla villa. Domenico e Flavia restano soli. Trascorre la notte e tra i due cresce la complicità. Ritorna Danilo visibilmente alterato. Maltratta Flavia e vuole costringerla a seguirlo. Domenico reagisce e con uno stratagemma si libera di Danilo e si barrica nell'ufficio con Flavia.
Torna la quiete, manca poco all'arrivo del treno. Uniti dall'improvvisa avventura i due attendono al buio. Domenico confessa a Flavia, con tortuosi giri di parole, il suo amore; anche lei è sempre più attratta da lui, ma Danilo irrompe nuovamente a sorpresa e si lancia su Domenico con furia omicida.
Questi però ha la meglio, conosce troppo bene la sua tana per soccombere proprio lì. Flavia ora è davvero affascinata da quel piccolo uomo, non sa cosa fare, ma il treno sta per arrivare e Domenico, che sa di dover rinunciare ad un amore impossibile, la convince a partire. Con le lacrime agli occhi fischia la partenza del treno che la porta via.
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Regia: SERGIO RUBINI
Soggetto: UMBERTO MARINO
Sceneggiatura: UMBERTO MARINO, FILIPPO ASCIONE, SERGIO RUBINI
Fotografia: ALESSIO GELSINI
Montaggio: ANGELO NICOLINI
Scenografia e costumi: CAROLINA FERRARA, LUCA GOBBI
Suono in presa diretta: FRANCO BONI
Prodotto da DOMENICO PROCACCI FANDANGO S.R.L.

PERSONAGGI E INTERPRETI
SERGIO RUBINI
MARGHERITA BUY
ENNIO FANTASCHINI

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