"Ecco gli elmi dei vinti... e quando un colpo
ce li ha sbalzati dalla testa non fu allora la disfatta...
fu quando obbedimmo e li mettemmo in testa"
B. Brecht.




Tempi moderni
1936
   

Charlot, operaio in un grande complesso industriale, estenuato dal ritmo frenetico di lavoro, perde la ragione. Ricoverato in una casa di cura, viene dimesso qualche tempo dopo per finire però quasi subito in prigione, a causa di una manifestazione di operai nella quale si ritrova casualmente coinvolto. Durante la detenzione, egli concorre, inconsapevole, a sventare una rivolta di detenuti; ciò gli frutta l'immediata scarcerazione. Una volta libero, riprende la sua dura lotta per sopravvivere: gli è di conforto l' amicizia di una giovane orfana, con cui divide fraternamente la propria casetta e quel po' di cibo che riesce a procurarsi. Quando la ragazza trova lavoro in un cabaret e riesce a far assumere anche Charlot, ai due derelitti sembra schiudersi la prospettiva di un futuro migliore…
"Tempi Moderni" è il capolavoro di Charlie Chaplin che oltre ad essere regista ed interprete, è il responsabile della produzione, delle musiche, della fotografia, nonché della sceneggiatura e del soggetto. Lungometraggio sonoro, ma non parlato (con dialoghi ridotti a borborigmi e una canzone di parole informi, cantata dallo stesso Chaplin di cui si ascolta la voce per la prima volta) e satira sociale in difesa della dignità dell'uomo contro il dominio della macchina, si presenta con almeno una mezza dozzina di scene memorabili. "... Chaplin attaccò l'asservimento dell'uomo ai dogmi della produttività, sia nel regime del profitto sia in quello dello stakanovismo. "Tempi moderni" è ora più moderno che mai perché anticipa quella semimilitante moda beatnik che è sempre più emergente non soltanto tra i giovani anglosassoni, ma anche tra la gioventù dei paesi comunisti" (R. Durgnat, 1972). Sebbene un po' datate, le parole di Durgnat esprimono bene la pungente critica nei confronti del modello "Taylor-Fordista" e nei confronti dell'ideologia del lavoro propria dei Paesi del socialismo reale. Appunto per questo il film fu molto osteggiato e criticato, perché in grado di svelare le contraddizioni del "Secolo del Lavoro" e anticipare le future alienazioni.

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Regia: Charlie Chaplin

Interpreti: Henry Bergman (Padrone del Caffè), Charlie Chaplin (L'operaio), Chester Conklin (Capo meccanico), Allan Garcia (Direttore della fabbrica), Paulette Goddard (L'orfana),
Distribuzione: Mondatori Video, Ricordi Video, Fonit-Cetra
Soggetto: Charlie Chaplin
Sceneggiatura: Charlie Chaplin
Fotografia: Ira H. Morgan, Roland Totheroh
Musiche: Charlie Chaplin
Montaggio: Charlie Chaplin
Durata: 85'
Produzione: Charlie Chaplin per United Artists






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