Tappa in carcere per la
Carovana Antimafia quest'anno. Il viaggio attraverso le strade della
legalità ha inserito per la prima volta nell'itinerario una
serie d'appuntamenti dietro le sbarre. Una novità, un'esperienza
nuova e coraggiosa che coinvolgerà le case circondariali di
Lodi (mercoledì 6 marzo ore 15,30)
, Cremona e Mantova.
Lo scopo è quello di non escludere da una occasione significativa
di riflessione intorno ai temi dell'antimafia e della legalità,
una parte significativa della popolazione (italiana e non). All'iniziativa
partecipano due testimoni di vita e di speranza: don Luigi Ciotti
(Presidente di Libera e fondatore del gruppo Abele) e Rita Borsellino.
Il progetto si rivolge in particolare a tre città dove esistono
associazioni che già operano in carcere, tre: a Lodi dove "lavora
l'Associazione Lodigiana Volontari Carcere, Mantova dove è
presente l'Arci e Cremona dove operano all'interno della casa circondariale
i volontari dell'associazione Zona Franca.
Crediamo che parlare di legalità e giustizia sia necessario
anche all'interno di un carcere dove quotidianamente si cerca di ripristinare
nel detenuto il senso di legalità. Il carcere oggi è
sempre più popolato da persone quasi estranee al territorio
e alla normale convivenza, ma tutte bisognose dì umanità
e attenzione. La giustizia passa obbligatoriamente attraverso l'educazione
alla legalità, che continua ad essere troppo spesso fondata
sul condizionamento a non fare piuttosto che sull'esperienza diretta
di pratiche di vita fondate sulla responsabilità sociale.
Il carcere oltre che un luogo di pena può essere luogo di cultura,
creatività, progettualità, produttività e di
crescita umana e civile. Obiettivo della Carovana è quello
di promuovere un confronto tra il carcere e la città, che coinvolga
insieme agli operatori penitenziari gli esponenti più qualificati
della società civile, nella prospettiva di un sistema integrato
di difesa sociale e di recupero responsabile del cittadino detenuto.
Vogliamo pensare ad un carcere che oltre a ricevere "offre":
un luogo in cui gli interventi esterni, per quanto riguarda la crescita
culturale, non vengono "subiti" o anche talvolta pretesi,
ma piuttosto un ambiente dove le risorse morali e culturali degli
uomini che vi sono rinchiusi possano essere coinvolte in un diverso
pensiero, positivo e artefice della loro crescita.
Dall'altro canto la crescita che un carcere promuove va di pari passo
con la crescita globale della città: la prima sostiene la seconda.
L'occasione di un confronto, come quella che si propone, è
pensata nell'ottica di offrire un cambiamento nel senso di una visione
diversa, che possa stimolare persone che hanno offeso a pensare a
forme di riparazione, fornendo opportunità per il futuro.
Il tema della giustizia sociale e della legalità può
essere inteso come un vero e proprio strumento di svolta culturale
grazie al quale sia possibile giungere ad identificare chiaramente
le funzioni, da una parte, di una giustizia che giudica, che separa,
che ordina lo spazio sociale, una giustizia di qualità e, dall'altra,
di una giustizia della reciprocità, fondata cioè sulla
riscoperta di valori di cooperazione e di vincoli sociali solitamente
mortificati.
La giornata all'Interno
della Casa Circondariale di Lodi, resa possibile dalla disponibilità
del dott. Morsello, direttore del carcere, dell'Associazione Volontari
Carceri Lodigiane e da Don Mario Ferrari prevede un incontro alle
ore 15.30 tra i detenuti e le detenute e Don Luigi Ciotti.