Iniziative:
Febbraio-Marzo 2002
Carovana Antimafia

Progetto carcere e legalità
   

La Carovana incontra i detenuti e le detenute
   


Tappa in carcere per la Carovana Antimafia quest'anno. Il viaggio attraverso le strade della legalità ha inserito per la prima volta nell'itinerario una serie d'appuntamenti dietro le sbarre. Una novità, un'esperienza nuova e coraggiosa che coinvolgerà le case circondariali di Lodi (mercoledì 6 marzo ore 15,30) , Cremona e Mantova.
Lo scopo è quello di non escludere da una occasione significativa di riflessione intorno ai temi dell'antimafia e della legalità, una parte significativa della popolazione (italiana e non). All'iniziativa partecipano due testimoni di vita e di speranza: don Luigi Ciotti (Presidente di Libera e fondatore del gruppo Abele) e Rita Borsellino.
Il progetto si rivolge in particolare a tre città dove esistono associazioni che già operano in carcere, tre: a Lodi dove "lavora l'Associazione Lodigiana Volontari Carcere, Mantova dove è presente l'Arci e Cremona dove operano all'interno della casa circondariale i volontari dell'associazione Zona Franca.
Crediamo che parlare di legalità e giustizia sia necessario anche all'interno di un carcere dove quotidianamente si cerca di ripristinare nel detenuto il senso di legalità. Il carcere oggi è sempre più popolato da persone quasi estranee al territorio e alla normale convivenza, ma tutte bisognose dì umanità e attenzione. La giustizia passa obbligatoriamente attraverso l'educazione alla legalità, che continua ad essere troppo spesso fondata sul condizionamento a non fare piuttosto che sull'esperienza diretta di pratiche di vita fondate sulla responsabilità sociale.
Il carcere oltre che un luogo di pena può essere luogo di cultura, creatività, progettualità, produttività e di crescita umana e civile. Obiettivo della Carovana è quello di promuovere un confronto tra il carcere e la città, che coinvolga insieme agli operatori penitenziari gli esponenti più qualificati della società civile, nella prospettiva di un sistema integrato di difesa sociale e di recupero responsabile del cittadino detenuto.
Vogliamo pensare ad un carcere che oltre a ricevere "offre": un luogo in cui gli interventi esterni, per quanto riguarda la crescita culturale, non vengono "subiti" o anche talvolta pretesi, ma piuttosto un ambiente dove le risorse morali e culturali degli uomini che vi sono rinchiusi possano essere coinvolte in un diverso pensiero, positivo e artefice della loro crescita.
Dall'altro canto la crescita che un carcere promuove va di pari passo con la crescita globale della città: la prima sostiene la seconda. L'occasione di un confronto, come quella che si propone, è pensata nell'ottica di offrire un cambiamento nel senso di una visione diversa, che possa stimolare persone che hanno offeso a pensare a forme di riparazione, fornendo opportunità per il futuro.
Il tema della giustizia sociale e della legalità può essere inteso come un vero e proprio strumento di svolta culturale grazie al quale sia possibile giungere ad identificare chiaramente le funzioni, da una parte, di una giustizia che giudica, che separa, che ordina lo spazio sociale, una giustizia di qualità e, dall'altra, di una giustizia della reciprocità, fondata cioè sulla riscoperta di valori di cooperazione e di vincoli sociali solitamente mortificati.
La giornata all'Interno della Casa Circondariale di Lodi, resa possibile dalla disponibilità del dott. Morsello, direttore del carcere, dell'Associazione Volontari Carceri Lodigiane e da Don Mario Ferrari prevede un incontro alle ore 15.30 tra i detenuti e le detenute e Don Luigi Ciotti.

torna indietro

torna al programma complessivo della Carovana

home page di Adelante!

 

  Tutti i diritti riservati - Copyright 2001 - Per informazioni, contattare il webmaster