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di Daria
Colombo
E' estremamente difficile, come potrete immaginare, per chi la politica
l'ha sempre fatta come voi, non certo sopra ad un palco, davanti
a tanta gente, parlare in rappresentanza di migliaia di persone.
Io, però, non vorrei essere una rappresentante, ma una semplice
interprete delle ragioni che hanno portato tutti noi a condividere
questa festa di protesta. Girandole e girotondi: ci chiamano con
disprezzo "la piazza". Ci accusano di estremismo, di infantilismo
e di massimalismo. Io dico: che cosa c'è di più moderato,
di più maturo e di più realistico di un gruppo, o
meglio, guardandovi, di una moltitudine di cittadini, quali noi
siamo, che si ritrova per manifestare in maniera pacifica per valori
storicamente consolidati come quelli della nostra Costituzione?
Valori che attualmente sentiamo minacciati da leggi e proposte di
leggi già in corso d'approvazione, come il vergognoso progetto
Cirami. Io penso, al contrario, che l'essere qui oggi sia indice
di un profondo senso civico, di grande responsabilità e attaccamento
nei confronti dei valori che ci accomunano tutti, e non certo per
interessi individuali o di parte. Quindi non ci dicano che non amiamo
le nostre istituzioni. Siamo qui per dimostrarlo, mentre altri studiano
mezzi formalmente - ma solo formalmente - legittimi, per snaturarle
nella sostanza. Noi, e sono sicura tutti noi qui, prendiamo molto
sul serio lo stato di diritto. Siamo un movimento di cittadini a
presidio dei grandi valori politici, non solo patrimonio della cultura
di sinistra, di cui oggi abbiamo sicuramente una grande rappresentanza
in questa piazza, ma di tutta la cultura democratica. Per questo
spero che qui ci siano anche testimoni della cultura liberale, quella
non omologata, non privatistica né tantomeno oligarchica.
Contro chi vorrebbe un'Italia rassegnata, cinica e silenziosa, noi
cittadini vogliamo essere attori consapevoli e influenti della storia
politica italiana. Non è certo intenzione dei movimenti mettere
in discussione i risultati elettorali, ma è nostro sacrosanto
diritto ritrovarci, per comunicare, con gli scarsi mezzi che abbiamo,
le nostre preoccupazioni per quanto sta accadendo. E non vogliamo,
sia chiaro, nemmeno creare spazi per nuove fazioni o formazioni
partitiche, ma è anche nostro diritto stimolare i partiti
a cui facciamo riferimento perché non sottovalutino o perdano
di vista il rapporto con la società civile, come in qualche
caso è accaduto. I partiti hanno il dovere di ascoltarci
e hanno il dovere di occuparsi di tutti i problemi della società.
Sono loro che devono proporre e realizzare con chiarezza un progetto
alternativo alla deriva politica del centro destra. Noi, più
modestamente, ma con un ruolo non meno importante, esprimiamo disagi
ed esigenze circoscritte, secondo gli obiettivi che ogni movimento
si dà volta per volta. E non è certo detto che le
due cose siano in contrasto, ma possono, e a mio parere devono,
intrecciarsi e potenziarsi a vicenda, nel rispetto delle le legittime
autonomie. Io credo che tanti di noi si siano riconosciuti in quello
che è stato definito romanticamente il grido di dolore di
Moretti, ma forse tutti noi ci riconosciamo altrettanto nelle sue
parole di oggi: "Esiste un tempo per piazza Navona e un tempo
per piazza San Giovanni". E questo vuol dire mettere da parte
critiche e polemiche retroattive e guardare avanti partiti e movimenti
insieme. E allora io chiedo ai movimenti e ai cittadini che hanno
indetto questa manifestazione e sono qui, di unirsi al mio applauso
verso le migliaia di militanti dei partiti e i loro leader, che
sono con noi in questa festa, perché sia più unitario
e più pieno il significato politico di questa giornata. Oggi
siamo qui per difendere la legalità, nella convinzione che
la legalità, quella costituzionale in primo luogo, sia la
struttura portante della nostra democrazia. La legalità è
la forma concreta della libertà e non c'è libertà
democratica senza il rispetto della legge. E allora vogliamo con
forza ribadire ancora una volta che la legge deve restare uguale
per tutti, disoccupati, miliardari o ministri. Infine, permettetemi
di parlare come donna perché non è un caso che l'effervescenza
della società civile degli ultimi mesi abbia tratto, e tragga,
una grande forza propulsiva dalle donne, che da questa maggioranza
sono particolarmente penalizzate. Infatti, quale ennesima contraddizione
di questo governo, da un lato si afferma la necessità di
sostenere la famiglia e la natalità, dall'altro ci si preoccupa
di far venir meno quei provvedimenti che concretamente possono aiutare
le donne, e le donne lavoratrici in particolare. Per esempio, nelle
scuole si sta sopprimendo l'orario pomeridiano, stanno scomparendo
gli insegnanti di sostegno, esiste un chiaro progetto di discriminazione
delle coppie e delle famiglie di fatto, si moltiplicano i progetti
di cementazione a scapito di aree verdi, e l'elenco potrebbe proseguire
a lungo. Concludo ringraziando le migliaia di donne e di uomini
che hanno lavorato con tanta generosità insieme a noi, per
questa straordinaria giornata ( qualche nome per tutti: Silvia,
Eliana, Luigina, Gianfranco, Marina, Mauro, Sonia
), ma anche
e, forse soprattutto, i milioni di cittadini che ogni giorno fanno
la loro piccola e immensa battaglia di persone con l' unico scopo
di far continuare a vivere la nostra democrazia.
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