"Gli italiani hanno votato
Berlusconi inseguendo un
sogno e si sono risvegliati
in un incubo"
Nanni Moretti




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Siamo qui per difendere la legalità  

di Daria Colombo

E' estremamente difficile, come potrete immaginare, per chi la politica l'ha sempre fatta come voi, non certo sopra ad un palco, davanti a tanta gente, parlare in rappresentanza di migliaia di persone. Io, però, non vorrei essere una rappresentante, ma una semplice interprete delle ragioni che hanno portato tutti noi a condividere questa festa di protesta. Girandole e girotondi: ci chiamano con disprezzo "la piazza". Ci accusano di estremismo, di infantilismo e di massimalismo. Io dico: che cosa c'è di più moderato, di più maturo e di più realistico di un gruppo, o meglio, guardandovi, di una moltitudine di cittadini, quali noi siamo, che si ritrova per manifestare in maniera pacifica per valori storicamente consolidati come quelli della nostra Costituzione? Valori che attualmente sentiamo minacciati da leggi e proposte di leggi già in corso d'approvazione, come il vergognoso progetto Cirami. Io penso, al contrario, che l'essere qui oggi sia indice di un profondo senso civico, di grande responsabilità e attaccamento nei confronti dei valori che ci accomunano tutti, e non certo per interessi individuali o di parte. Quindi non ci dicano che non amiamo le nostre istituzioni. Siamo qui per dimostrarlo, mentre altri studiano mezzi formalmente - ma solo formalmente - legittimi, per snaturarle nella sostanza. Noi, e sono sicura tutti noi qui, prendiamo molto sul serio lo stato di diritto. Siamo un movimento di cittadini a presidio dei grandi valori politici, non solo patrimonio della cultura di sinistra, di cui oggi abbiamo sicuramente una grande rappresentanza in questa piazza, ma di tutta la cultura democratica. Per questo spero che qui ci siano anche testimoni della cultura liberale, quella non omologata, non privatistica né tantomeno oligarchica. Contro chi vorrebbe un'Italia rassegnata, cinica e silenziosa, noi cittadini vogliamo essere attori consapevoli e influenti della storia politica italiana. Non è certo intenzione dei movimenti mettere in discussione i risultati elettorali, ma è nostro sacrosanto diritto ritrovarci, per comunicare, con gli scarsi mezzi che abbiamo, le nostre preoccupazioni per quanto sta accadendo. E non vogliamo, sia chiaro, nemmeno creare spazi per nuove fazioni o formazioni partitiche, ma è anche nostro diritto stimolare i partiti a cui facciamo riferimento perché non sottovalutino o perdano di vista il rapporto con la società civile, come in qualche caso è accaduto. I partiti hanno il dovere di ascoltarci e hanno il dovere di occuparsi di tutti i problemi della società. Sono loro che devono proporre e realizzare con chiarezza un progetto alternativo alla deriva politica del centro destra. Noi, più modestamente, ma con un ruolo non meno importante, esprimiamo disagi ed esigenze circoscritte, secondo gli obiettivi che ogni movimento si dà volta per volta. E non è certo detto che le due cose siano in contrasto, ma possono, e a mio parere devono, intrecciarsi e potenziarsi a vicenda, nel rispetto delle le legittime autonomie. Io credo che tanti di noi si siano riconosciuti in quello che è stato definito romanticamente il grido di dolore di Moretti, ma forse tutti noi ci riconosciamo altrettanto nelle sue parole di oggi: "Esiste un tempo per piazza Navona e un tempo per piazza San Giovanni". E questo vuol dire mettere da parte critiche e polemiche retroattive e guardare avanti partiti e movimenti insieme. E allora io chiedo ai movimenti e ai cittadini che hanno indetto questa manifestazione e sono qui, di unirsi al mio applauso verso le migliaia di militanti dei partiti e i loro leader, che sono con noi in questa festa, perché sia più unitario e più pieno il significato politico di questa giornata. Oggi siamo qui per difendere la legalità, nella convinzione che la legalità, quella costituzionale in primo luogo, sia la struttura portante della nostra democrazia. La legalità è la forma concreta della libertà e non c'è libertà democratica senza il rispetto della legge. E allora vogliamo con forza ribadire ancora una volta che la legge deve restare uguale per tutti, disoccupati, miliardari o ministri. Infine, permettetemi di parlare come donna perché non è un caso che l'effervescenza della società civile degli ultimi mesi abbia tratto, e tragga, una grande forza propulsiva dalle donne, che da questa maggioranza sono particolarmente penalizzate. Infatti, quale ennesima contraddizione di questo governo, da un lato si afferma la necessità di sostenere la famiglia e la natalità, dall'altro ci si preoccupa di far venir meno quei provvedimenti che concretamente possono aiutare le donne, e le donne lavoratrici in particolare. Per esempio, nelle scuole si sta sopprimendo l'orario pomeridiano, stanno scomparendo gli insegnanti di sostegno, esiste un chiaro progetto di discriminazione delle coppie e delle famiglie di fatto, si moltiplicano i progetti di cementazione a scapito di aree verdi, e l'elenco potrebbe proseguire a lungo. Concludo ringraziando le migliaia di donne e di uomini che hanno lavorato con tanta generosità insieme a noi, per questa straordinaria giornata ( qualche nome per tutti: Silvia, Eliana, Luigina, Gianfranco, Marina, Mauro, Sonia…), ma anche e, forse soprattutto, i milioni di cittadini che ogni giorno fanno la loro piccola e immensa battaglia di persone con l' unico scopo di far continuare a vivere la nostra democrazia.

 

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