"Gli italiani hanno votato
Berlusconi inseguendo un
sogno e si sono risvegliati
in un incubo"
Nanni Moretti




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Cittadini bricoleurs  

di Paolo Flores d'Arcais

Qui ci continuano a chiedere come sta andando questa manifestazione a Piazza San Giovanni e io rispondo che ormai dire Piazza San Givanni è perlomeno un'inesattezza, perché da questa parte oltre Piazza del Vicariato arriva la manifestazione, e da quest'altra parte fino a Piazza S. Croce in Gerusalemme. Sta succedendo qualcosa che va al di là delle più ottimistiche previsioni dei più ottimisti di noi. A questo punto radio, televisioni, giornali chiedono una sola cosa: "dateci i numeri". Noi non faremo come avviene di solito: gli organizzatori danno delle cifre, la questura dà delle cifre incredibilmente inferiori, e si discute su questo Ho portato una cassetta, l'ho studiata molto attentamente ieri sera; è la cassetta della manifestazione che nel 1998 in questa piazza tenne il cavaliere. E io sono convinto che per dare i numeri, come dicono i giornalisti, dovremo attenerci alle cifre del cavalier Berlusconi, che, come tutti sappiamo, è uomo di verità. Io ho studiato attentamente questa cassetta e vi posso dire che oggi qui noi siamo perlomeno il doppio di quelli che parteciparono a quella manifestazione. Poichè in quella occasione Berlusconi disse - e i mass media tutti ripeterono il giorno dopo - che erano 1 milione di persone, noi dobbiamo dichiarare che qui, non secondo noi, nè secondo Nanni che poi è minimalista, né secondo la questura, ma secondo il cavalier Silvio Berlusconi, siamo almeno 2 milioni di persone. Oppure vorrà dire che siamo un poco meno, che siamo poco più di 1 milione, ma che allora Berlusconi mentì, e tutti i mass media con lui.
Berlusconi ha preferito organizzarsi un appuntamento con Bush, nella speranza che domani si parli poco di noi, e se ne è andato in America a portare il suo "si" senza riserve a qualsiasi scelta di Bush, dicendo che questa è una manifestazione "disdicevole e assolutamente infondata". Lasciamo da parte il "disdicevole". Che sia assolutamente infondata potrebbe essere anche vero, se vivessimo in un altro paese. Perchè in qualsiasi altro paese d'Europa in effetti sarebbe del tutto superflua una manifestazione di questo genere perché gli obiettivi e i valori per i quali ci siamo mobilitati sono altrove patrimonio comune di tutte le forze politiche; sono l'orizzonte comune, condiviso e interiorizzato a destra, al centro e a sinistra. Berlusconi sbaglia quindi paese. Se si trovasse in Spagna, la sua Spagna di destra tanto amata, il massimo che un imprenditore può possedere nel campo delle televisioni è il 49% di una sola rete. E non può essere certo il Presidente del Consiglio a possederlo. In Germania il Cancelliere Kohl - che naturalmente rispetto a Berlusconi è un gigante che passerà alla storia - ha dovuto finire la sua carriera politica prima ancora che cominciasse un processo per un reato che non era neanche da codice penale: non già per delle tangenti ma per un piccolo finanziamento non dichiarato. Questa è la destra in Germania. Negli Stati Uniti del presidente Bush, dove si è precipitato per una guerra che l'Italia non vuole, Silvio Berlusconi rischierebbe 25 anni di carcere per falso in bilancio. Per non parlare dell'Inghilterra, dove la persona che doveva succedere alla signora Tatcher alla testa del Partito Conservatore, è finita condannata a 6 mesi di carcere senza condizionale e senza appello per aver mentito su un conto d'albergo del valore di 3 milioni delle vecchie lire. Queste cose non le troverete sui mass media perchè in questo paese l'informazione televisiva è quasi morta. Noi non ci lamentiamo per la mancata diretta della Rai. La nostra è una festa di protesta, non una festa di lamentosi. Noi siamo sicuri che dopo che la Rai ha detto no alla diretta, l'unico risultato è stato che decine di migliaia di persone in più sono venute per guardare di persona e per informare di persona. Ma resta il fatto assurdo di non aver voluto rendere un servizio pubblico ai cittadini italiani; tanto più che il Senatore Pera non fa altro che ripetere che bisogna riconoscere il primato della società civile. E allora questa è la prima manifestazione della società civile autoorganizzata che si sia mai realizzata in Europa, non solo in Italia. Autoorganizzata e autofinanziata fino all'ultimo euro, senza finanziamenti di chicchessia, pubblici o privati. E allora quella di Berlusconi non è la destra. Se fosse una destra come la destra europea io la combatterei lo stesso; ho incominciato ad impegnarmi a sinistra quando avevo 18 anni e ormai ne sono passati altri 40, e quindi la combatterei lo stesso. Ma questa non è la destra, come Chirac, Tatcher, Aznar, destre dure ma che rispettano i principi elementari della democrazia liberale. Berlusconi e i suoi dipendenti - perché non c'è altro modo di chiamarli in realtà detestano la democrazia. Come ha scritto il giornalista Curzio Maltese, Berlusconi è un analfabeta della democrazia. Vuole un potere di governo senza opposizione in Parlamento, vuole i magistrati assoggettati al suo potere politico, ha già il monopolio del 5^ potere, la televisione, prova ad occupare anche il Corriere della Sera… Non chiamiamolo "regime", se la parola riesce indigesta a qualcuno; ma se vogliamo essere sobriamente precisi nella descrizione, dobbiamo almeno ammettere che Berlusconi è in preda a una irrefrenabile pulsione totalitaria e dunque un pericolo imminente e attuale per la nostra democrazia. Ecco perchè gli uomini della vera destra, i Montanelli ieri, i Sartori oggi, o più giovani, come Marco Travaglio, uomini di destra sono stati e sono tra i suoi più intransigenti avversari. Ecco perché questa stagione di movimenti autoorganizzati sta facendo breccia nel suo elettorato deluso. Ecco perché dopo il Palavobis un sondaggio diceva che un suo elettore su quattro aderiva ai nostri valori e ai nostri obiettivi. E io credo che dopo questa manifestazione saranno ancora di più quelli che lo abbandoneranno. Ecco perchè una sola cosa mi è sembrata inesatta nello stupendo discorso che ha fatto prima Nanni; e cioè che Berlusconi insulta ogni giorno metà del paese. No, ogni giorno Berlusconi insulta molto di più di metà del paese, la stragrande maggioranza di questo paese, perché Berlusconi è ormai in minoranza in questo paese. E poiché anche i sondaggi lo dicono, non ha fatto altro che licenziare i sondaggisti dalla Rai e metterci un amico suo. E quando i suoi uomini parlano di spallate e tumulti di piazza dimostrano…. (il discorso è sovrastato dalla voce della giornalista Rai) ...ecco perché la Costituzione americana nel 1^ emendamento (1791) dichiara che il Congresso non può limitare in alcun modo il diritto di manifestare in piazza e mette questo diritto sullo stesso piano della libertà di religione e della libertà di stampa, tanto è sacro e inviolabile: perché è il sale della democrazia, altro che "tumulti di piazza". Voi, in questa piazza siete il sale della democrazia, esattamente come la divisione dei poteri è l'architrave della democrazia. E dunque senza un potere giudiziario autonomo e perciò imparziale, non c'è democrazia. Sulla giustizia quindi non aggiungerò nulla: avete già sentito un avvocato. Ci sono avvocati e magistrati insieme in questa piazza, in difesa dello Stato di diritto. L'idea di Berlusconi, di una giustizia fatta un po' come il gioco dell'oca per i potenti: non mi piace quel tribunale, mi sposto di là, poi mi sposto di là… I suoi processi dovrebbero spostarsi a Brescia, ma a Brescia qualche tempo fa è successo qualcosa per cui anche Brescia non andava più bene. E allora è da domandarsi se voglia fare un distretto giudiziario personale ad Arcore, dove essere giudicato, perchè questa è la logica. E in questa logica non c'è nulla di inventato, perché una giustizia del genere esisteva già: era la giustizia dell'ancien régime, prima della Rivoluzione francese, dove le cariche giudiziarie potevano essere comprate e vendute. Questo è evidentemente l'ideale di giustizia di Silvio Berlusconi. Berlusconi non riuscirà nel suo disegno, e io rinuncerò a tanti altri temi che dovremmo toccare, dall'ostruzionismo a 360 gradi per bloccare tutti i lavori del Parlamento, che ci è stato promesso solennemente dai dirigenti dell'opposizione, alle primarie, tante volte ribadite come innovazione della politica e che devono diventare un fatto quotidiano, ovvio. Domani, quando si tratterà di scegliere i candidati a Sindaco di Bologna, e poi dopodomani a Siena, per chi dovrà sostituire il Senatore Luigi Berlinguer, entrato nel Consiglio Superiore della Magistratura. Di tutto questo non parleremo oggi, perché avremo ancora modo di comunicare. Perchè credo che sia questa la consapevolezza - anzi, la certezza - con cui oggi ci saluteremo. Questo movimento non è un fuoco di paglia. Ha messo radici profonde e cresce come una valanga. Questo movimento, di cui oggi qui voi siete solo una piccola, straordinaria parte, ha dimostrato contro tutte le banalità sull'efficienza come fatto esclusivamente aziendale, che la passione civile è uno strumento di efficienza superiore ad ogni altro. Perché, per organizzare una manifestazione di queste dimensioni in 2 settimane, alla fine delle vacanze estive, ci vuole una capacità e un'efficienza organizzativa, che voi avete dimostrato, che nessuna azienda è in grado di raggiungere. Ci vuole una efficienza mostruosa, e migliaia di voi si sono improvvisati dirigenti politici. Le sezioni e i cittadini qualsiasi si sono mossi all'unisono, e le sezioni si sono mosse anche prima che i loro leader si muovessero, riscoprendo così il piacere di una vita politica di base. È evidente che non ci saranno altre manifestazioni così, almeno per un certo tempo; e quindi diranno che siamo in crisi, aspettatevelo fra poco. Lo hanno già fatto a giugno.Ma questo movimento ormai fa parte integrante della politica italiana, perché anzi, è la prima risposta in Europa a quella crisi della rappresentanza, a quella disaffezione verso la politica tradizionale che in Europa tutti lamentano. Ecco perché io credo che non ci sia retorica nel dire che questa è una manifestazione storica: perché nasce qualcosa di assolutamente inedito, che comincia a dare risposta a uno dei problemi più gravi che l'Europa si trascina da tempo. Questa che viene da voi è la richiesta di una politica radicalmente nuova dove conta il politico di professione, che naturalmente deve rimanere, ma con la stessa possibilità di contare nasce una nuova figura di politico: quella che ciascuno di noi, qui, è. Persone che vivono nella società civile e che dedicano alla politica alcuni frammenti del loro tempo libero, sacrificandolo ad altre cose. Un cittadino attivo. Questo cittadino attivo deve contare nella decisione esattamente come il politico di professione, altrimenti quella crisi e disaffezione dalla politica che si lamenta in Europa non verrà mai sanata. Io lo chiamo "il cittadino bricoleur". Lo si può chiamare come si vuole; certo è che sta nascendo qualcosa di nuovo e straordinario. E fra qualche giorno, fra questi cittadini bricoleurs, che fanno politica - eccome - ma non più in senso tradizionale, sapete che ci sarà anche un impiegato della Pirelli Bicocca di Milano, che risponde al nome di Sergio Cofferati,. Ed è così che ciascuno di noi, facendo politica in questo modo, restituirà nobiltà alla politica. Perché ciascuno di noi è un opinion leader. Non è un modo per autoincensarci. E' una definizione sociologica. Ciascuno di voi, nella sua cerchia sociale, nei suoi luoghi di lavoro, di svago, nello sport, nella parrocchia, ha la capacità di orientare zone di opinione pubblica. Ciascuno di voi, quindi, tornerà a casa con la semplice consapevolezza di rappresentare un' Italia già maggioritaria. L'Italia della Costituzione uguale per tutti, l'Italia che resiste, l'Italia del domani e dell'oggi. La vostra Italia, l'Italia che vincerà.

("sbobinato" da Manuela Faccani - non rivisto dall'autore)
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