"Gli italiani hanno votato
Berlusconi inseguendo un
sogno e si sono risvegliati
in un incubo"
Nanni Moretti




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In questa piazza c'è il futuro  

di Vittorio Foa

Mi dispiace, io vorrei potervi dare molto di più, vi posso dare molto poco.
Perché gli anni passano, e le energie se ne vanno. Però ho ricevuto molto da voi, da questa piazza.
Ho ricevuto intanto una lezione. La lezione dell'unità. State attenti, l'unità non vuol dire pensare tutti allo stesso modo.
L'unità che vale è proprio l'unità che parte dalle differenze. Essere uniti anche quando si pensano cose diverse, essere uniti nella diversità, vuol dire avere un impegno; e se hai in impegno, quello unisce le differenze.
Voi avete insegnato questo, in questa piazza. Io, vedete, nella mia lunga vita politica sono stato prevalentemente nell'orbita dei partiti, dei sindacati (sono stato a lungo un sindacalista), delle istituzioni, e sono ancora oggi un uomo in qualche modo di quell'orbita. Io sono un seguace dell'Ulivo, un fedele seguace dell'Ulivo.
Ma proprio per questo io ho voluto venire qui a testimoniare questa volontà unitaria, questa possibilità, pur nelle differenze, di avere un obiettivo e un impegno comune. E che cos'è questo impegno? Intanto di impedire il degrado di questo paese, di salvarci dall'imbarbarimento, di ridare dei rapporti civili a questo paese.
Noi dobbiamo, in primo luogo, salvare i nostri più sacri principi. E poi dobbiamo pensare anche al futuro. E l'unità serve per questo. Penso anche all'Ulivo tanto diviso; per più di un anno ci siamo tormentati a sapere perché abbiamo perduto le elezioni, per colpa di chi abbiamo perduto le elezioni. Oggi possiamo, anche per merito vostro, guardare oltre, e vedere che invece possiamo costruire veramente un'alternativa. Ecco io vorrei…sono venuto qui contento, perchè nella mia vita ho anche creduto molto e partecipato molto ai valori del movimento, delle cose che cambiano.
Movimento vuol dir questo, non vuol dire soltanto diversità dai partiti, dalle istituzioni, da quelli che fanno le leggi o credono di farle; vuol dire anche cambiare la vita, e nel cambiamento della vita e nella novità io vedo la ricchezza della nostra convivenza Io sono venuto qui, ve lo dico, non per insegnare, perchè ormai ho poco da insegnare, ma anche per imparare. Io non riesco a vedervi, per ragioni di vista, ma vi sento; e mi pare di sentire il vostro impegno, e questo mi rende contento e mi rende felice. Vedete, noi abbiamo da correggere molte cose. In primo luogo noi dobbiamo affrontare un'arroganza del potere, un'arroganza intollerabile. Io ritengo questa rivendicazione continua che fanno dell'impunità di chi governa, una violazione profonda di un principio sacro per me: le leggi sono uguali per tutti.
Questi invece vogliono codificare la violazione delle leggi e della Costituzione,. È una cosa inaccettabile. Io spero e mi auguro che su questo problema, cioè la salvaguardia dei nostri principi più cari, più solidi, non si ceda un millimetro. Bisogna tenere duro e non accetare le violazioni che vengono. Ma nello stesso momento in cui dobbiamo essere duri con chi ci aggredisce in questo modo, dobbiamo anche renderci conto, ragazzi e ragazze, amiche e amici, che il governo è arrogante dal lato della giustizia e dal lato della volontà di fare quello che gli pare, ma nei rapporti sociali e civili e internazionali fa acqua da tutte le parti. Rendiamocene conto, questo governo fa acqua da tutte le parti.
E noi dobbiamo essere presenti in questa crisi, perché, ragazzi, io ve lo dico con molta forza, con molta convinzione: perché io sono un uomo di sinistra, come molti di voi, moltissimi di voi, però io non mi rallegro se il governo fa delle sciocchezze.
Perché queste sciocchezze fanno male al mio paese e il mio paese è l'Italia in Europa; e io sono consapevole, come italiano e come europeo, che devo impedire le sciocchezze del governo. Questo Berlusconi, che pretende di avere reso egoisti tutti gli italiani… non è vero, non c'è riuscito.
Questo è il secondo insegnamento che io ricavo da questa riunione, per cui sono grato a quelli che mi hanno invitato, sono grato a voi, ed è questo: che noi non dobbiamo parlare solo a chi la pensa già come noi, dobbiamo parlare anche agli altri, a quelli che hanno sbagliato, dobbiamo aprire gli occhi a quelli che hanno sbagliato, dobbiamo cambiare la testa a quelli che hanno fatto degli errori, scegliendo la destra di Berlusconi.
E, guardate, cambiare la testa, aprire gli occhi, vuol dire anche in qualche modo rispettare, avere un rapporto umano, cercare di capire. Tanto dobbiamo essere duri e non concedere nulla alle direzioni arroganti cui cercano di piegare il nostro paese, tanto dobbiamo essere capaci di parlare agli altri, parlare a quelli che non l'hanno pensata come noi, e che, credo, sono convinto, sono numerosi anche in questa piazza. Gente che ha votato per altri e che ha nella sua testa già delle idee diverse.
Io sono da questo lato molto fiducioso. Molte volte mi si chiede, e accade di sentirmi fare questa domanda da molti compagni soprattutto giovani e giovanissimi: ma tu, che hai vissuto tanto a lungo, come vedi possibile la nostra speranza?
Io la vedo possibile, però, vedete, questa speranza non dovete, non potete ricavarla dalla mia generazione. Dovete sapere che questa speranza si traduce nel futuro che è nella vostra testa e nelle vostre braccia.
In questa piazza io sento che c'è un futuro, ed è per questo che vi ringrazio di avermi invitato. Io vi ringrazio profondamente; per me è stata una serata felice, che non posso dimenticare. Grazie, grazie. ("sbobinato" da Manuela Faccani)

 

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