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Nel 2001 Adelante! ha promosso
la nascita del nodo di Lilliput di Lodi
Manifesto della Rete di Lilliput per un'economia
di giustizia
In un momento in cui sembrano valere solo le leggi del mercato
e del profitto mentre le istituzioni democratiche stanno perdendo
credibilità e potere
NOI
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Qui sopra, presidio
di Lilliput in piazza Broletto subito dopo i fatti di Genova |
associazioni,
gruppi e cittadini impegnati nel volontariato, nel mondo della cultura,
nella cooperazione Nord/Sud, nel commercio e nella finanza etica,
nel sindacato, nei centri sociali,nella difesa dell'ambiente, nel
mondo religioso, nel campo della solidarietà, della pace
e della nonviolenza diamo avvio alla rete di Lilliput per unire
in un'unica voce alle nostre molteplici forme di resistenza contro
scelte economiche che concentrano il potere nelle mani di pochi
e che antepongono la logica del profitto e del consumismo alla salvaguardia
della vita della dignità umana, della salute e dell'ambiente.
Come i piccoli lillipuziani riuscirono a bloccare il gigante Gulliver,
legando ciascuno un singolo capello del predone, così noi
cerchiamo di fermare il tiranno economico conducendo ciascuno la
nostra piccola lotta in collegamento con gli altri.
Per questo abbiamo costituito la Rete di Lilliput: per ampliare
l'efficacia delle nostre singole opposizioni condividendo esperienze,
informazioni, collaborazioni e concordando mobilitazioni comuni.
(
) Il nostro obiettivo a lungo termine è la costruzione
di un mondo dove ogni abitante della terra possa soddisfare i propri
bisogni materiali, sociali e spirituali nel rispetto dell'integrità
dell'ambiente e del diritto delle generazioni future ad ereditare
una terra feconda, bella e vivibile.
Nell'immediato ci opponiamo alle scelte economiche che attentano
alla democrazia, che portano a morte il pianeta e che condannano
miliardi di persone alla miseria.
Le nostre strategie d'intervento sono di carattere non violento
e comprendono l'informazione e la denuncia per accrescere la consapevolezza
e indebolire i centri di potere, il consumo critico e il boicottaggio
per condizionare le imprese, la sperimentazione di iniziative di
economia alternativa e di stili di vita più sobri per dimostrare
che un'economia di giustizia è possibile.
Ci impegniamo a realizzare tutto questo in un rapporto di dialogo
e di collaborazione con tutti gli altri gruppi, reti e movimenti
che in Italia e all'estero si battono per gli stessi obiettivi.(
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